La condizione della donna
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L’IMPATTO DEGLI EMIGRANTI  CON LA SOCIETA’ OSPITANTE E I MUTAMENTI SOCIO-CULTURALI.

LA CONDIZIONE DELLA DONNA

 

La storia delle donne in Italia e quella delle emigrate vanno costantemente confrontate per cogliere le differenze tra il mutamento dovuto all'inserimento in una società straniera e quelle frutto della modernizzazione destinata, seppur in tempi e forme non rigidamente parallele, a prodursi anche in Italia.

Le donne costituiscono l'anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo mondo, in particolare nella prima fase migratoria quando a partire erano principalmente gli uomini. E’ ,quindi,utile e opportuno  includere nella storia dell'emigrazione l'impatto del fenomeno sul paese di partenza, impatto che riguardò in maniera rilevante, appunto,  la popolazione femminile.

§         Le donne contadine.

Nella società rurale che costituì il serbatoio principale dell’emigrazione italiana, la condizione della donna era caratterizzata da una schiacciante  subordinazione all’uomo e da una mancanza dei più elementari diritti cui si sommavano, però,  incombenze gravose legate non solo alla cura della casa  ma anche al lavoro dei campi.  Il lavoro svolto dalle donne nei campi,  spesso calcolato un terzo di quello degli uomini, era enorme e capillare. Numerose le altre attività svolte dalle donne: la coltivazione del piccolo orto domestico, il governo degli animali da cortile, per non parlare, come già accennato,  della preparazione dei cibi, del bucato, della filatura e della tessitura. Un discorso a parte meriterebbe l'allevamento dei figli dall’allattamento al puerperio nei primi anni di vita. E’ comunque indubbio che il diverso assetto economico in cui si esercitava il lavoro (piccola proprietà, latifondo, o mezzadria) influisse sulla struttura familiare (nucleare o estesa) e sulle attività e i ruoli esercitati dalle donne.

§         Il lavoro delle donne durante l'esodo migratorio

In quasi tutte le regioni di grande emigrazione si riscontra un aumento del lavoro femminile che va a sostituire quello degli uomini. In Campania "donne e ragazzi concorrono anche troppo largamente ai lavori campestri... dove l'emigrazione ha diminuito notevolmente la popolazione maschile, le donne hanno sostituito l'uomo anche nei lavori più faticosi "sono bestie da soma che sostengono fatiche incompatibili col loro sesso, col fisico e colle funzioni della maternità e dell'allattamento" (Bordiga, 1909). Giungono a portare pesi di 60-70 chili sulla testa. Oreste Bordiga nota l'invisibilità del lavoro femminile nelle statistiche quando, descrivendo la coltivazione degli orti da parte delle donne, afferma: "eppure se noi esaminiamo le statistiche del censimento... vediamo segnate cifre minime di donne addette ai lavori dei campi, mentre nelle stesse famiglie di coloni anche in buona condizione economica, ogni componente, appena è in grado di lavorare, concorre al guadagno comune".

In Abruzzo e Molise "l'imprenditore agricolo sostituì largamente al lavoro maschile il lavoro delle donne. A ciò corrisponde spesso un aumento della mortalità infantile causata dall'eccessivo lavoro delle madri. Nella regione la mortalità infantile passa dall'3,70 per mille nel 1895 al 4,37 del 1904" (Jarach, 1909). E la causa viene indicata nella "maggior frequenza di lavori gravosi compiuti dalle gestanti negli ultimi periodi di gravidanza". Le conseguenze dell'esodo migratorio in molte province campane si riscontrarono nella femminilizzazione e nell'invecchiamento della manodopera: "nelle comitive di operai due terzi forse sono di donne e ragazzi, ed il resto di uomini, fra cui prevalgono i vecchi" (Bordiga, 1909.).

§         la condizione delle donne italiane residenti negli stati uniti.

I problemi delle donne italiane emigrate all'estero, che hanno dovuto affrontare innumerevoli disagi: dalla difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro all'emarginazione, alla completa ignoranza dei propri diritti.

Ma come è formato l'universo delle donne emigrate?

La posizione delle prime generazioni di donne meridionali emigrate negli Stati Uniti è di arroccamento su posizioni culturali integraliste, dai vestiti neri, al dialetto, al cibo acquistato solo in negozi gestiti da paesani e connazionali, al lavoro legato sempre ad ambiti di appartenenza etnica.

Questa posizione difensiva rispetto all'esterno, l'incapacità di mediare tra la società moderna, sconosciuta, estranea, ed i propri figli attratti da tutto ciò che è americano, rende i normali conflitti generazionali fortissimi, acuiti dall'esperienza migratoria, di rifiuto da una parte e attrazione dall'altra del modello americano. In questo momento di cambiamento culturale e geografico la posizione delle madri immigrate assume un tono drammatico.

I rapporti più difficili si sviluppano tra madri e figlie a causa della nuova posizione in cui quest'ultime si trovano in America: alcune emigrano già con la coscienza dell'importanza che ha la donna nella società americana.

I rapporti delle figlie coi coetanei maschi e le scelte matrimoniali furono il principale motivo di scontro culturale tra vecchio e nuovo mondo. Tra gli immigrati vigevano ancora i codici tradizionali che imponevano alle donne una scelta fatta dai genitori all'interno del gruppo etnico e in base ad una serie di consuetudini secolari. Negli Stati Uniti si era ormai affermata la libera scelta del coniuge e la concezione del matrimonio egalitario moderno in tutte le classi sociali. Le ragazze vogliono uscire coi ragazzi senza fidanzarsi, poter frequentare ragazzi senza essere costrette a sposarli e rivendicano il diritto di scegliere l'uomo da sposare, anche connazionale ma possibilmente moderno e americanizzato. La loro uscita da casa è favorita sia dalla scuola che dal lavoro.

L'incontrastata autorità paterna viene messa in discussione dalla ricerca dell'indipendenza economica: il lavoro di per se non costituisce una conquista per le giovani immigrate italiane infatti non era consentito alle giovani donne di disporre del denaro guadagnato nè di usufruire di alcune elementari libertà. Questo fu causa di innumerevoli conflitti familiari e generazionali perchè lavorare a salario per le giovani immigrate Italiane non costituisce di per sé un momento di emancipazione ma al contrario un allargamento delle responsabilità all'interno della famiglia.

Le ragazze coscienti delle proprie potenzialità di indipendenza e di autosufficienza, costrette a rispettare regole che non consentivano loro alcun aumento di libertà, spesso potevano uscire di casa solo per andare al lavoro, lavoro dei cui frutti non potevano disporre perché spesso costrette a consegnare tutto il salario in casa.

Per le italiane di prima e seconda generazione, che non potevano entrare in possesso dei proventi del loro lavoro perché costrette, appunto,  a consegnare tutto il salario in casa, il passaggio da lavoro domestico o contadino a lavoro salariato si risolse spesso in situazioni di estrema tensione. Avendo assaporato la dimensione extrafamiliare, le proprie potenzialità di autosufficienza e di indipendenza, non ne potevano però cogliere i frutti. Il loro lavoro diveniva indispensabile all'economia familiare nella realtà del nuovo mondo, ma a ciò non corrispondeva un mutamento della loro posizione all'interno della famiglia: dovevano ancora rispettare i codici del vecchio mondo che non consentivano loro né di spendere il proprio danaro, né di godere di maggiori libertà.

Il fascino esercitato dalla società dei consumi sulle immigrate ,costituisce uno degli aspetti principali dell’americanizzazione spontanea. Essi hanno mostrato come il cinema ,i grandi magazzini , l’industria della moda e della pubblicità tendevano a sviluppare desideri individuali che allontanavano i singoli membri della famiglia dall’ottica familiaristica vigente nelle culture etniche. lo sviluppo del senso di individualità per le donne immigrate costituisce il primo passo per la rivisitazione del proprio ruolo sia dentro che fuori della famiglia e ,in ultima istanza, per la propria emancipazione.

Ne consegue uno dei principali mutamenti che toccò la famiglia italiana immigrata negli stati Uniti: lo spostamento da una concezione familistica ad una di individualista. Solo dopo la sua piena diffusione ,le terze generazioni ,e quelle successive, di americani di origine italiana non sono più  sottoposti alle pressioni delle generazioni precedenti a identificarsi completamente o a rifiutare il proprio retaggi.

I dati più tangibili del mutamento che ha determinato la possibilità di scelta per le donne e la loro piena emancipazione da qualsiasi forma di condizionamento sociale e culturale si è manifestata in un calo del numero dei figli, nell'aumento delle iscrizioni ai college e nell'esogamia.