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I funerali di Nic&Burt: la
svolta
Nella foto, i funerali di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, seguiti da una
folla immensa. L'onda emotiva seguita all'esecuzione dei due anarchici italiani,
della cui innocenza moltissimi americani si erano ormai convinti, contribuì a
cambiare molto l'atteggiamento dell'opinione pubblica degli Stati Uniti dei
confronti della nostra comunità. Non a caso fu dopo la morte di quelli che erano
stati adottati come "Nic &Burt", che i nostri emigrati cominciarono ad assumere
alcune posizioni di rilievo. Angelo Rossi fu eletto ad esempio sindaco a San
Francisco e Fiorello La Guardia acclamato sindaco di New York.

Tandil, troppi arrivi
Una carovana di carri italiani vicino a Buenos Aires ne 1880. I nostri
continuavano ad arrivare nonostante quattro anni prima a Tandil, a sud della
capitale argentina, fosse scoppiata una rivolta dei "gauchos", guidati da
Geronimo G. de Solane, un ambiguo santone chiamato "Tata Dios", contro gli
immigrati, accusati di portar via il lavoro alla gente del
posto. Una rivolta sanguinosa, costata la vita a 36 poveretti, alcuni dei quali
provenienti dalla nostra penisola.

New Orleans, eccidio in
carcere
Una immagine del linciaggio di 11 italiani a New Orleans tratta dalla rivista
Illustreted American del 4 aprile 1891 e ripubblicata da Richard Gambino nel
libro "Vendetta" edito da Sperling & Kupfer nel 1975.
Racconta Gambino che le mamme con i bambini in braccio si chinavano sui cadaveri
per inzuppare i fazzoletti nel sangue come souvenir.

Aigues Mortes, linciati
alle saline
Nel disegno di G.Starace sull'"Illustrazione italiana" del 1893, "Le prime
aggressioni alle saline della fangouse", dove ebbero inizio i disordini sfociati
nel massacro di Aigues Mortes. Gli operai francesi accusavano gli italiani di
rubare il lavoro. Pochi anni prima, nell'inchiesta parlamentare sulla condizione
operaia nota come Rapporto Spuller, un sindacalista parigino aveva fatto mettere
a verbale: "L'operaio italiano è caratterizzato dal fatto d'essere più docile,
più malleabile; gli si fa fare tutto ciò che si vuole, abbassa la schiena e
tende la guancia per ricevere un altro schiaffo. Come uomo, trovo la cosa
rivoltante. Questi operai non hanno dignità personale; sopportano tutto, chinano
il capo e obbediscono".

Troppo gentili coi neri :
tutti uccisi
Una illustrazione di fine Ottocento sul linciaggio degli italiani a Tallulah, in
Luisiana, accompagnata da una poesia gonfia d'indignazione di Antonio Corso.

Calumet, strage all'Italian
Hall
I corpi di alcuni bambini morti nella strage all'Italian Hall di Calumet, nel
Michigan. Era la notte di natale, gli operai delle miniere dei dintorni, in
sciopero da mesi, avevano fatto una grande festa per i loro figlioletti nella
sede della Societa Mutua Beneficienza Italiana, conosciuta in citta come Italian
Hall. Improvvisamente uno degli scagnozzi mandati dai proprietari delle miniere
mise dentro la testa e urlo: <Al fuoco! Al fuoco!>. Nella sala si scatenò il
panico. Ma la gente in fuga trovo le porte sbarrate dall'esterno dagli
organizzatori dello scherzo criminale. Calpestate nella ressa, morirono 73
persone, tra cui moltissimi bambini. Come Jenny Giacoletto, che aveva solo nove
anni.
Fonte: "Il Corriere della Sera"

Impiccati dopo lo sciopero
Nella foto, scattata nel 1910 a Tampa, in Florida, esposta qualche anno fa nella
mostra Without Sanctuary: Lynching Photography in America, e pubblicata dalla
rivista "Passato e presente" n. 55 nel gennaio 2002, due italiani linciati
durante uno sciopero nelle fabbriche di tabacchi.
Quello piccolino si chiamava Costanzo Ficarotta, quello alto Angelo Albano.
Sui motivi del linciaggio gli studiosi sono divisi. Secondo Patrizia Salvetti i
due erano accusati di avere fatto un attentato al dirigente di uno stabilimento,
secondo Alessandra Lorini furono "puniti" così barbaramente solo perché erano
dei crumiri.

Sacco e Vanzetti, i capri
espiatori
Nella foto, gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Pugliese il primo,
piemontese il secondo, furono arrestati il 5 maggio 1920 con l'accusa di avere
commesso una sanguinosa rapina. Le prove, in realtà, erano piuttosto fragili per
non dire inesistenti e il loro processo, parte di una durissima campagna
repressiva contro la "sovversione" voluta dal presidente Woodrow Wilson e venato
di una profonda xenofobia, scatenò reazioni in tutto il mondo. Al punto di far
dire a Vanzetti subito dopo la lettura della sentenza di condanna a morte <Mai
vivendo l'intera esistenza avremmo potuto sperare di fare cosi tanto per la
tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione tra gli uomini>. Furono
giustiziati il 23 agosto 1927. Per essere riabilitati avrebbero dovuto attendere
il 1977.

Kalgoorlie, alcool e odio
Ecco come era ridotto l'<Home from home family hotel> di
Kalgoorlie (la foto e tratta dal libro di Flavio Lucchesi <Cammina per me,
Elsie>, Guerini e Associati) dopo il pogrom del 1934. Era l'Australian Day, i
cercatori d'oro che lavoravano nella miniera dell'Australia Occidentale a circa
cinquecento chilometri da Perth avevano bevuto troppo e bastò una scintilla, una
banale lite finita tragicamente, perché gli anglosassoni scatenassero tre giorni
di devastazioni bruciando e distruggendo tutto quello che era italiano o
appartaneva agli slavi, considerati <soci degli italiani>. I morti furono tre, i
feriti decine, i danni incalcolabili.

Coira: ucciso per baldoria
Attilio Tonola, un emigrato della Val Chiavenna qui con la moglie e uno dei
quattro bambini, fu assassinato a pugni e calci da tre fanatici razzisti
condannati a pene ridicole nel 1969 dopo un processo durato due giorni.

Zurigo: massacro al bar
Ecco come fu ridotto, a pugni e calci, Alfredo Zardini, un cortinese che era
emigrato a Zurigo da una settimana. Il pestaggio, da parte di un razzista,
avvenne in un bar affollato ma tutti fecero finta di non vedere. Era il
20-3-1971

Uccidi un italiano? 18 mesi
Nella foto Gerhard Schwizgebel, un balordo xenofobo che nel 1974 fu condannato a
soli 18 mesi per avere ammazzato a pugni e calci Alfredo Zardini (foto Gente)
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