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Schiavi con scimmie e cammelli
Nella foto, tratta dal libro "Maggiolungo" di Marco Porcella (ed. Sagep), il
"mini-circo" di un "orsante". Questi girovaghi, che partivano soprattutto
dall'Appennino parmense, facevano un larghissimo uso dei bambini per intenerire
il pubblico e raccogliere denaro. Una circolare del 14 aprile 1834 cercava di
imporre regole piu dure <onde reprimere il barbaro uso antico de' montagnari,
precipuamente del Valtarese, del Bardigiano e del Compianese, di noleggiare i
propri figli maschi ad altri loro compaesani, i quali seco loro li traggono come
famigli in lontane regioni (più spesso in Francia ed in Inghilterra o per farsi
servire, o cio che più spesso avviene, per farli andare accattando per conto
loro); e dappoiche l'esperienza ha dimostrato che moltissimi di quei fanciulli
noleggiati non sono poi più ritornati alla loro patria perchè barbaramente
abbandonati da' loro conduttori> ......

Tutti al lavoro, fin da
piccoli
Nella foto di Lewis W. Hine del 1908, una famiglia italiana al lavoro per
produrre fiori di plastica nella loro casa di New York a East Side. Lo
sfruttamento del lavoro minorile era allora assolutamente normale, da un capo
all'altro del pianeta. A San Paolo del Brasile, dove la popolazione operaia era
quasi totalmente italiana, ad esempio, l'uso dei bambini nel tessile era cosi
sistematico (38% degli occupati) che alcuni stabilimenti come quello di
Francesco Matarazzo, un salernitano che in Brasile sarebbe diventato
immensamente ricco e si sarebbe comprato perfino il titolo di "conte Francisco",
avevano macchinari in dimensioni ridotte.

Quel piccolo patriota rimosso
dal "Cuore"
Tra i tanti esempi di come la storia dell'emigrazione sia stata in larga parte
rimossa è folgorante quello del "Piccolo patriotta padovano". Pochi infatti
sottolineano come il racconto di Edmondo De Amicis, inserito nel famosissimo
"Cuore", narri la storia di uno delle centinaia di migliaia di bambini venduti.
Un bambino "di undici anni, mal vestito, solo, che se ne stava sempre in
disparte, come un animale selvatico, guardando tutti con l'occhio torvo. E aveva
ben ragione di guardare tutti con l'occhio torvo. Due anni prima, suo padre e
sua madre, contadini nei dintorni di Padova, l'avevano venduto al capo d'una
compagnia di saltimbanchi; il quale, dopo avergli insegnato a fare i giochi a
furia di pugni, di calci e di digiuni, se l'era portato a traverso alla Francia
e alla Spagna, picchiandolo sempre e non sfamandolo mai". La provincia di
Padova, che oggi è una delle piu ricche d'Italia, era allora in condizioni
disperate: "Quasi ogni famiglia ha in casa un tubercoloso", scriveva l'ufficio
igiene.

Remi - "Senza famiglia" e
senza memoria
"Remi", il protagonista di "Senza Famiglia", è la prova provata di come certi
pezzi della nostra emigrazione siano stati rimossi.
Quasi tutti, infatti, conoscono la storia o hanno addirittura canticchiato la
celebre canzoncina ("Dolce Remi' / piccolo come sei / per il mondo tu vai /
Suona Remi' la tua arpa e poi / ballare fai la scimmietta e il cane...") dei
cartoni animati tratti dal romanzo di Hector Malot .
Ma quasi nessuno si è mai soffermato sul fatto che il piccolo Remi era un
bambino italiano, che "il signor Vitali" suo padrone era italiano e ancora erano
italiani i principali attori e vittime della vicenda. Tutto cancellato, tutto
rimosso.

Decine di migliaia di bimbi
venduti
Nella foto di Eugene Atget, un suonatore di organetto nel 1898. Erano gli anni
in cui il grande Ernesto Nathan denunciava: "non sono centinaia, ma sono
migliaia, diecine di migliaia i casi in cui il potere giudiziario dovrebbe
intervenire, interdire a degli indegni l'esercizio della patria potestà,
assumere o delegare la tutela dei minorenni vilmente sfruttati o corrotti". E
chiedeva indignato allo Stato: "Ai padri che vendono i figli agli spazzacamini
od alle vetrerie francesi, od ai suonatorí di organetto in America, alle madri
che trafficano la verginità delle loro figlie per giocarne il ricavo al lotto,
ha pensato mai a precludere la via il potere giudiziario, valendosi dei poteri
conferiti dal Codice civile e penale? Non sanno di questi casi, quasi ad ogni
cantonata, gli agenti di pubblica sicurezza, gli stessi giudici ?

Il piccolo Faustino che morì
fulminato
Nella foto di Aurelio Tanzi, del Museo dello Spazzacamino di Santa Maria
Maggiore, tratta dal libro "Fam, fum, frecc" di Benito Mazzi, il piccolo
Faustino Cappini, di Re, in Valle Vigezzo, morto negli anni Trenta durante la
pulitura di un camino. Il piccolo fu fulminato dai fili dell'alta tensione nel
momento in cui sporse la mano per gridare "spazzacaminooo" e mostrare al
committente che era giunto in cima.

Spazzacamini, l'inferno nei
comignoli
Un gruppo di spazzacamini a Torino nel 1910 tratta dal libro "Fam, fum, frecc"
di Benito Mazzi. Il quale tra le testimonianze riporta quella di un
sopravvissuto: <Per palesare che ero spazzacamino mi era stato proibito di
lavarmi. Dopo qualche tempo acquistai una certa abilità nello scalare canne
fumarie ma le ginocchia e i gomiti sanguinavano senza che qualcuno provvedesse
al minimo medicamento. I vestiti sporchi di fuliggine si appiccicavano alla
pelle ed ogni movimento mi provocava forti dolori fino a farmi zoppicare.>"

Ragazzini condannati alla tisi
Nella foto di Lewis W. Hine, un bambino al lavoro in una vetreria americana nel
1908. Furono migliaia e migliaia i piccoli dai 6 ai 15 anni venduti alle
vetrerie francesi e americane. Due o tre anni e, se non morivano prima, venivano
rispediti alla famiglia ormai minati dalla tubercolosi. Scrisse indignato il
futuro capo dello Stato Luigi Einaudi, autore di una inchiesta: <I garzoni non
hanno camicia. O ne hanno una sola pei giorni festivi; dormono tutti nudi a tre,
quattro, filn cinque per letto, o su pagliericci immondi buttati per terra, o su
casse rovesciate. Di solito lungo la settimana non hanno che pane e cattiva
minestra, per la quale le mogli degli incettatori, peggiori ancora dei loro
mariti, utilizzano ogni rifiuto del mercato. Bisogna vederlo - diceva allo
Schiapparelli un buon padre di famiglia francese - queste donne italiane fra le
6 e le 8 della mattina girare pel mercato come fanno i cani, raccogliere per
terra ciò che i rivenditori buttano ed avreste un'idea di ciò che si fa mangiare
a questi poveri ragazzi!>.
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