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DA MURATORI A IMPRESARI.
Nel corso di secoli di
miseria, le classi subalterne italiane hanno dovuto imparare ad arrangiarsi in
ogni evenienza della vita.Quando c'era da riparare la casa fatiscente o la si
doveva ingrandire perchè la famiglia cresceva, non si costumava chiamare
un'impresa esterna, ma si provvedeva direttamente in economia, magari con
l'aiuto di qualche amico. Ma non occorre andare molto indietro nel tempo: i meno
giovani sanno bene che la maggior parte delle modeste casette unifamiliari sorte
ai lati delle nostre strade negli anni cinquanta e sessanta furono costruite
direttamente dai proprietari, lavorando di domenica o durante le ferie
estive."Impara l'arte e mettila da parte": giunti all'estero, parecchi emigrati
hanno saputo mettere a frutto le loro competenze in campo edilizio, facendo i
muratori. E questo capitò in Brasile come in Germania, in Francia come in
Australia. Si iniziava magari come semplici operai per poi mettere su una
piccola impresa in proprio che, in qualche caso, cresceva fino a dimensioni tali
da consentire di ottenere l'assegnazione di importanti appalti per opere
pubbliche.

Emigrati
italiani durante la costruzione di una ferrovia.
Francia, 1928.
La Valigia, Vicenza.
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