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LA SITUAZIONE DEMOGRAFICA IN ITALIA COME PREMESSA ALLE MIGRAZIONI INTERNE DEGLI ANNI SESSANTA.
Molti italiani si sono spostati all'interno del Paese, da una regione all'altra alla ricerca di un lavoro, per ricongiungersi con la famiglia, per crearne una nuova. Ecco di seguito analizzate le principali dinamiche demografiche che hanno favorito e in buona parte determinato questo imponente fenomeno migratorio.
Come si può rilevare dai censimenti dell'epoca, ancora nel 1912 - 1913 non risultavano differenze sostanziali nell'incremento naturale della popolazione, tra le quattro grandi ripartizioni geografiche del paese. I quozienti d'incremento erano infatti i seguenti:
Infine, nei primi anni '60, quozienti d'incremento naturale per le quattro grandi ripartizioni geografiche sono stati:
Dall'esame di questi dati deriva una prima osservazione: vi sono grandi regioni del Nord, come ad esempio il Piemonte e la Liguria dove, nel periodo fra 1955 e 1960, il movimento naturale della popolazione è stato caratterizzato o da incrementi annuali inferiori all'1 per mille, o da riduzioni annuali assolute della popolazione. Si deve costatare inoltre, che il divario sul ritmo d'incremento naturale della popolazione tra Nord e Sud è una delle cause - insieme allo sviluppo economico e alla concentrazione monopolistica localizzati essenzialmente nelle regioni del triangolo industriale - che determinano i rilevanti spostamenti di popolazione verificatisi specialmente dal 1950 in poi e tuttora in atto dal Sud verso il Nord. L'emigrazione interna, dalle regioni del Mezzogiorno verso quelle del Centro-Nord, anche se è stato un fenomeno massiccio negli anni del dopoguerra, non può essere valutata appieno, perché era in vigore fino al 1961 la legislazione fascista contro l'urbanesimo e le migrazioni interne, che impediva ai cittadini di usufruire pienamente della libertà di residenza sancita dalla Costituzione. Ciò vuol dire che i dati delle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche dei comuni non possono fornire un quadro attendibile degli spostamenti di popolazione dal Sud al Nord.
Analizziamo il fenomeno così come si presenta adesso:
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