|
|
La casa in patria Gli strati più poveri della popolazione rurale italiana, e meridionale in particolare, vivevano molto spesso in abituri ove erano ignote le più elementari norme igieniche; composti da un'unica stanza di circa venticinque metri quadri, senza pavimento, senza intonaco alle pareti, con un'unica apertura che fungeva da porta, finestra e camino: così vengono descritte le abitazioni dei braccianti siciliani. Anche in Abruzzo c'era una sola stanza per l'intera famiglia in cui spesso erano tenuti anche gli animali, il maiale e i polli. Per letto della paglia. In Puglia le condizioni abitative erano ancora peggiori: oltre alla sporcizia viene denunciata la presenza di un solo letto per tutti i membri della famiglia, col "maiale quasi sempre nella stessa stanza". La situazione era la stessa in Campania quando, come nella provincia di Salerno, i contadini non vivevano in pagliai e in Calabria dove in una o due stanze in cui vivevano anche il maiale e l'asino, lo stesso letto era condiviso da genitori e figli. Quale modello abitativo trovavano questi contadini nelle città o nelle contrade dei paesi ospiti?Ecco tre esempi. q Stati Uniti. I tenements. La gran massa dell'emigrazione italiana si diresse nelle città dell'est attraverso la migrazione che catena portò alla costituzione nelle principali città industriali statunitensi delle little italies: interi quartieri abitati da italiani nelle cui strade la lingua corrente erano i vari dialetti dei paesi di provenienza, con negozi in cui si vendevano prodotti d’importazione italiani. Spesso quartieri una volta residenziali si svuotarono per lasciare il posto ai tenements, definiti, secondo la descrizione dell’Immigrant Commission nel 1900: “edifici di cinque o sei piani, a volte sette, lunghi poco più di sette metri e larghi trenta, con uno spazio libero di tre metri sul retro, per dare luce e arie alle stanze su quel lato. Ogni piano è generalmente diviso in quattro appartamenti, essendoci sette stanze su ogni lato dell'ingresso, che si estendono sulla strada verso il retro. Delle 14 stanze su ogni piano solo quattro ricevono luce ed aria diretta dalla strada o dal piccolo cortile sul retro. Generalmente lungo le pareti laterali dell'edificio vi è quello che viene chiamato "condotto dell'aria" cioè un'incavatura della parete profonda 70 centimetri e lunga da 15 a 18 metri e alta quanto l'edificio. Questi condotti funzionano come trasmettitori di rumori, odori e malattie e quando scoppia un incendio diventano una cappa infiammabile rendendo spesso difficile salvare l'edificio dalla distruzione”. Da un'ispezione in un tenement abitato da siciliani effettuata da Jacob Riis risultò che in ognuna delle stanze abitava una famiglia, la cucina era in comune A New York, la città con più tenements degli Stati Uniti nel 1909, secondo i dati della stessa commissione c'erano 102.897 tenement houses con una popolazione di 3.775.343: vi abitava oltre il 79 per cento della popolazione di New York Come osserva Donna Gabaccia in From Sicily
to Elisabeth Street: "I tenements non rispecchiavano certo gli ideali
abitativi dei siciliani ma non erano certo peggiori delle città agricole
siciliane, e in molti casi erano migliori". Il passaggio ai tenements
statunitensi, se visto alla luce delle precedenti esperienze abitative, può
essere visto quindi come un miglioramento. Le case degli "americani" Il cambiamento più visibile apportato dall'emigrazione alle regioni di partenza sembra quello delle abitazioni.Il contadino meridionale, non appena ritorna dall'America, pensava all'abitazione e la voleva pulita, bella e civettuola. In tutti i paesi si vedevano queste casette, che facevano tanto contrasto con le vecchie Le abitazioni degli "americani" spiccavano per le pareti bianche e la pulizia.Si osservava in questo senso un notevole progresso... nei comuni d'antica emigrazione di regioni poverissime come l’Abruzzo e il Molise. Anche in Calabria il miglioramento nelle abitazioni fu dovuto quasi esclusivamente agli "americani". q Brasile.
L'abitazione: capanne, case, palazzi.
Dimore e
palazzi al centro di Caxias; sullo sfondo, ai margini della foresta, le
abitazioni ancora in legno dei quartieri più poveri.
La prima casa del colono era una capanna di tronchi, rialzata per difendersi da pantere - chiamate erroneamente 'tigri' - e da serpenti, coperta con il fogliame della foresta ed affiancata dal recinto per gli animali. Nel giro di qualche anno, se erano copiosi i raccolti, anche l'abitazione diveniva più accogliente e sicura. Agli inizi del '900 la fattoria dell'emigrante italiano, in genere veneto, riograndese si presentava in genere rialzata, con le pareti di tavole ben livellate e connesse, con il tetto a scandole che si allungava spesso sulle travature e le colonne di un porticato. Cominciavano ad essere utilizzati anche i mattoni, dapprima fatti sul posto e cotti al sole, poi prodotti da vere fornaci là dove andavano sorgendo nuovi villaggi, divenuti nel tempo 'citadi'. E chi vi approdava, ritenendo più remunerativo un servizio alle dipendenze dello stato, un'attività commerciale o la costituzione di una piccola impresa, realizzava spesso splendidi edifici, secondo i modelli e le architetture tipici dei centri urbani dell'epoca.
Casa di
agricoltori con tetto a scandole in località Dourado - Aratiba.
q Australia.
Vivere in baracche Le baracche e, spesso, i villaggi di baracche comparvero massicciamente soprattutto nel secondo dopoguerra, in una fase di emigrazione organizzata che coinvolgeva anche strati di popolazione non necessariamente contadina.Molti erano i vantaggi delle baracche per chi aveva il compito di regolare l'immigrazione: non richiedevano grandi investimenti, ospitavano la manodopera in prossimità dei cancelli degli stabilimenti e potevano poi essere facilmente smantellate; ma, soprattutto, permettevano il totale controllo su tutti i lavoratori obbligati a risiedervi. I perimetri dei villaggi di baracche delimitavano, anche fisicamente, spazi tra loro estranei, culture spesso in contrasto e finivano per far coincidere l'essere considerati diversi con il sentirsi diversi.Pur con caratteristiche proprie, le baracche compaiono a tutte le latitudini; dalle fredde pianure canadesi, alle assolate estensioni del Queesland, dai campi di lavoro della Germania nazista, ai villaggi anneriti dal carbone in Belgio.
Checo
Volpato (Fanzolo -TV) si affaccia alla porta del suo primo alloggio. |